La notizia stranamente nn comunicata dai telegiornali...
Salita scalata da pirata84 alle 20:54 di lunedì, 22 giugno 2009
Il 4 giugno sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza 134 miliardi di dollari in titoli di Stato americani. Per avere un’idea dell’entità del valore del sequestro rileviamo soltanto che il governo degli Usa ha destinato 138 miliardi di dolari per salvare la Bank of Amerika onde garantirne la sopravvivenza... Ma di questa inquietante scoperta stranamente nessun quotidiano italiano ha parlato. La notizia è apparsa soltanto sui siti internet di alcune agenzie come Ansa a Adnkronos. Poi il buio. Ecco i lanci. (Ansa)- Como, 4 giu- Sequestrati alla dogana di Chiasso 259 titoli di credito Usa per un valore di 134 miliardi di dollari, pari a oltre 96 miliardi di euro. I valori erano nel bagaglio di due giapponesi scesi alla stazione di Chiasso da un treno diretto in Svizzera e che hanno detto di non avere nulla da dichiarare. Ma sul fondo di una valigia c’erano 249 bond della Federal Reserve americana e 10 bond Kennedy, oltre a cospicua documentazione bancaria in originale. Tutto il materiale è stato sequestrato. Milano, 4 giu. (Adnkronos) Duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 mln di dollari ciascuno, più 10 bond Kennedy da 1 mld di dollari ciascuno, occultati nel doppio fondo di una valigia, per un totale di ben 134 mld di dollari, pari a oltre 96 mld di euro. E’ quanto hanno sequestrato alla stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, al confine tra Svizzera e Italia, funzionari della Sezione Operativa Territoriale di Chiasso, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso, nel corso dei controlli volti al contrasto del traffico illecito di capitali. I valori erano posseduti da due cinquantenni giapponesi scesi alla stazione ferroviaria di Chiasso da un treno proveniente dall’Italia che, al momento del controllo doganale, hanno sostenuto di non avere nulla da dichiarare. Un’accurata verifica dei bagagli ha consentito invece di trovare i titoli Usa, occultati sul fondo di una valigia, in uno scomparto chiuso e separato da quello contenente gli indumenti personali. Oltre ai titoli, i due giapponesi trasportavano una cospicua documentazione bancaria in originale. Per i bond e la documentazione che li accompagnava, anch’essa sottoposta a sequestro, sono in corso indagini volte a stabilirne autenticità e provenienza. Qualora i titoli risultassero autentici, in base alla vigente normativa, la sanzione amministrativa applicabile ai possessori potrebbe raggiungere i 38 miliardi di euro La notizia viene anche riportata sul sito della Guardia di Finanza: http://www.gdf.it/GdF__Informa/Notizie_Stampa/ Chi ne parla? Nessuno. Ci sono ben altre notizie da commentare in Italia: nella stessa giornata, infatti il Sole24ore in copertina riferiva le difficoltà che la povera Noemi ha incontrato nel recarsi al seggio per votare. Un accenno, 2 giorni dopo, il 6, sul sito internet de ilgiornale.it. Visto che con questo sequestro abbiamo sistemato il debito pubblico italiano per quest’anno... chissà se c’è qualcuno che può rispondere a queste tre semplici domande: 1) questi titoli da dove provengono? 2) chi può avere una disponibilità di una somma del genere? 3) visto che si tratta di 134 miliardi di dollari e che solamente gli Stati utilizzano tagli di quel tipo, a che scopo spostare illegalmente in Svizzera tutti quei soldi? Attendiamo con ansia.
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Salita scalata da pirata84 alle 10:00 di venerdì, 20 febbraio 2009
Riporto dal blog dell'Onorevole Antonio Di Pietro:
Il Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori, ha approvato l'articolo 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo.
L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Nei fatti, se approvato, permetterà di reprimere la libertà di espressione e di opinione in Rete (approfondimento nell’articolo di Punto Informatico ).
Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo.
Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania.
L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come You Tube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo diSilvio Berlusconi monopolista dell'informazione privata e di Stato.
Mi domando perché non oscurare le reti Mediaset visto che inneggiano ad un assassino come Vittorio Mangano. Oppure perché non sciogliere la Lega di Umberto Bossi che istiga i padani ad armarsi di fucili contro “Roma ladrona” da cui i suoi dirigenti prendono un lauto stipendio.
Se questo golpe non si arresterà alla Camera scenderemo in tutte le piazze d’Italia. E ci rimarremo.
Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di quell’emendamento carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde (come potete capire dal video di un internauta che riporto).
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ATTENZIONE ALLA LEGGE AMMAZZA-BLOG!!!
Salita scalata da pirata84 alle 21:51 di venerdì, 14 novembre 2008
Si lo so pubblico un post dietro l'altro ma qst è troppo importantee siccome è una cosa che tocca tutti noi blogger allora la riporto.
Riporto testualmente dal blog di Antonio Di Pietro http://www.antoniodipietro.com/
"La Rete è l’ultimo media libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di legge Levi-Prodi che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.
I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile.
Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da Punto Informatico :
“Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).”
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.
Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.
E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di Google Ads. Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “attività di impresa”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o , se non lo facessero in quelli di stampa clandestina.
L’Italia dei Valori offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione. Le regole vanno rispettate, ma non quelle che mettano a rischio la democrazia e siano palesemente anticostituzionali, e questo perché non sono regole ma abusi e soprusi Questo disegno di legge è pura censura. L’Italia dei Valori si attiverà da subito con una serie di iniziative contro questo disegno di legge liberticida facendo appello anche alle istituzioni internazionali e i media esteri."
Aggiungo io...fatta la legge...trovato l'inganno....chiunque abbia un blog e voglia poterci scrivere quello che gli pare senza dover iscriversi ad un registro pubblico e rischiare un denuncia per "stampa clandestina" si trasferirà su server stranieri...cosa che si ritorcerà contro i server italiani....della serie:siamo fascisti,vogliamo controllare anche l'ultima cosa libera che c'è in italia(internet ndr) ma ci tiriamo la zappa sui piedi perchè nn potremo impedirvi di spostare i vostri blog o siti su server stranieri....
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IO NON MI SENTO ITALIANO...MA PURTROPPO LO SONO....
Salita scalata da pirata84 alle 21:38 di giovedì, 13 novembre 2008
Io nn sono un cittadino italiano....qst è un paese di merda....dopo il trattamento con i guanti riservato a Spaccarotella che ha assassinato Gabriele Sandri ecco un altro colpo micidiale inferto nelle gambe di chi credeva nella giustizia....di chi sperava che i responsabili delle violenze assurde durante la "perquisizione" alla scuola Diaz venissero puniti...come ha detto Agnoletto...a Genova è stata sospesa la costituzione per 2 volte...prima in quei giorni e poi oggi...riporto la notizia dal sito www.ansa.it
GENOVA - Assolti per i fatti della scuola Diaz dal tribunale di Genova i tre funzionari di vertice della polizia di stato, Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, e Gianni Luperi, oggi numero tre dell'Aisi, e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia.
Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo per i fatti della scuola Diaz, in occasione del G8 del 2001. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi.
Alla lettura della sentenza per i fatti della Diaz, dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si e' levato il grido ' vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico.
AGNOLETTO, SANCITA IMPUNITA' FORZE ORDINE
''Da oggi in poi questa sentenza stabilisce la totale impunita' per le forze dell'ordine''. Lo ha dichiarato l'ex portavoce del Genoa Social Forum e deputato europeo di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto subito dopo la lettura della sentenza sulla Diaz.
GASPARRI, SENTENZA RIDIMENSIONA VIOLENTA CAMPAGNA
''Valuteremo con calma la sentenza sui fatti della scuola Diaz. Intanto prendiamo atto che piu' della meta' degli imputati e' stata assolta. Il che ridimensiona la violenta campagna contro le forze dell'ordine da taluni fatta finora''. Lo afferma il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
CASINI, RICONOSCIUTO CHE A VERTICE PS GALANTUOMINI
''Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verita' nota a tutti gli italiani e cioe' che al vertice della Polizia di Stato in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si e' rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione''. Lo dichiara il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
Tutto qst grida giustizia...ma in qst pseudo paese pseudo-democratico la giustizia è una parola inesistente....
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YES WE CAN!!!CHANGE IS POSSIBLE!!!
Salita scalata da pirata84 alle 11:07 di mercoledì, 05 novembre 2008
LA STORIA è STATA SCRITTA:BARACK OBAMA è IL 44° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA ED IL PRIMO DI COLORE.
Finalmente dopo 8 anni tornano a vincere i democratici e viene rispedito a casa il guerrafondaio Giorgio Camminatore Cespuglio al secolo George Walker Bush!!!!!
Ecco la mappa degli stati....come potete notare per Obama è stato quasi un plebiscito...349 voti elettorali a 163!!
Riporto dal sito www.ansa.it
GENTE IN FESTA PER LE STRADE DI WASHINGTON
(di Luciano Clerico)
WASHINGTON - Una festa che in Italia si celebra solo per i grandi successi sportivi. Alla mezzanotte di Washington, poco dopo che la vittoria di Barack Obama era stata ufficializzata, una folla che di ora in ora è andata ingrossandosi nonostante la pioggia battente si è andata radunando di fronte alla Casa Bianca, e la capitale americana ha ritrovato per le sue strade un'allegria spontanea che non vedeva da anni. La zona della Casa Bianca, solitamente controllata in modo più che rigoroso dalla polizia, per una sera è tornata ad essere della gente: giovani, donne, bambini, anziani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, tutti al grido di "Obama, Obama" e "Yes We Can!", ma anche "Si se Puede", con cartelli, sciarpe, magliette ad abbracciarsi tra sconosciuti e ad applaudire al cielo, nonostante la pioggia. Tutto intorno, poi, caroselli d'auto a clacson spiegati nonostante Washington non sia avvezza a manifestazioni di questo tipo, neppure quando a vincere sono i campioni di football dei Redskins. Non è abitudine della città fare caroselli. Invece, per una sera, i caroselli e i clacson hanno invaso anche la compassata capitale americana. "Vedi? Io sono qui per lui - ha detto tra le lacrime Timothy Robinson, 48 anni, impiegato presso un'azienda di materiale elettrico del Maryland, mostrando con orgoglio il sorriso un po' frastornato del figlio Jackson, 6 anni -. A quest'ora lui dovrebbe essere a dormire, ma ci tenevo fargli vedere la Casa Bianca, questa sera. Io non ho votato Obama per me, ma per lui". Come l'elettricista Robinson, così si sono radunati davanti alla Casa Bianca taxisti e panettieri, idraulici ed insegnanti, impiegati di banca e camionisti, tutti portati lì dal semplice bisogno di condividere la loro gioia in modo collettivo. Moltissimi gli studenti, radunatisi fuori dalla Casa Bianca dopo aver seguito lo spoglio dei risultati elettorali dalle vicine università di Georgetown, della John Hopkins University, della George Washington. "Noi non avevamo dubbi che Obama avrebbe vinto - ha detto Nicole Rendall, 22 anni, iscritta alla Georgetown University - in facoltà sono tutti con Obama, anche i repubblicani. Ma vedere tutta questa gente per strada è uno spettacolo che io qui a Washington non avevo mai visto".
NULLA è IMPOSSIBILE IN AMERICA,"YES WE CAN"
CHICAGO - In America "nulla è impossibile" e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. Barack Obama ha debuttato così a Chicago, con un discorso della vittoria impregnato di 'sogno americano' e riferimenti alle divisioni che hanno segnato la storia degli Usa, e annunciando che il cambiamento "é arrivato". 'Yes we can', lo slogan che per quasi due anni ha accompagnato la sua campagna elettorale, è diventato anche l'inno con cui Obama ha celebrato quella che definito, rivolto alle decine di migliaia di sostenitori, "la vostra vittoria". "Siamo e saremo gli Stati Uniti d'America - ha detto Obama, citando Abramo Lincoln per respingere l'idea di un Paese diviso - e abbiamo dimostrato al mondo intero che non siamo semplicemente una collezione di individui di tutti i tipi".
Una folla multirazziale ed entusiasta ha accolto Obama, sventolando bandiere a stelle e strisce, in un grande parco di Chicago, assediato all'esterno da un'altra folla che non è potuta entrare nello spazio da 70.000 posti preparato per l'evento. Accolto sulle note di 'Sweet Home Chicago', Obama ha debuttato ringraziando la città che lo ha adottato dagli anni Ottanta e si è poi lanciato in un primo discorso da presidente eletto che ha ricalcato i temi della sua campagna elettorale: la necessità di portare "il cambiamento" in America, la promessa di rispondere alla speranza di chi si sente abbandonato o ai margini della società, l'avvertimento "ai nostri nemici nel mondo" che l'America è forte, unita e pronta a rispondere a qualsiasi minaccia. L'onore delle armi è andato a John McCain e Sarah Palin, che Obama ha ringraziato e a cui ha chiesto, in una conversazione telefonica con il senatore dell'Arizona, di aiutarlo a guidare il Paese. Il vice Joe Biden, la moglie Michelle e le due famiglie hanno raggiunto alla fine Obama sul palco e il presidente eletto ha chiuso ricordando alle figlie Sasha e Malia che si sono "meritate il cucciolo" che aveva promesso loro all'inizio di un'estenuante campagna che ha coinvolto tutta la famiglia per quasi due anni.
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Salita scalata da pirata84 alle 16:53 di venerdì, 31 ottobre 2008
Articolo tratto dal sito www.19luglio1992.com in particolare da questo link
| Scritto da Salvatore Borsellino |
| Mercoledì 29 Ottobre 2008 23:21 |
|
Leggendo oggi in metropolitana uno di quei giornali che vengono distribuiti gratuitamente nelle stazioni del metrò e alle fermate degli autobus, in questo caso si tratta di "Epolis MIlano" mi sono imbattuto a firma M.D'A. (mi ricordano qualcosa queste iniziali) in una intervita a Don Verzè intitolata "Don Verzè sfida i rettori milanesi <<Noi pronti a testare la riforma>> con sottotitoli "L'inaugurazione. Aperto l'anno accademico della San Raffaele: <<Le università devono diventare private>> e "Secondo il capo dell'ateneo il diritto allo studio deve essere garantito <<solo a i bravi>>".
La riporto integralmente anche se ciò mi costringe, non avendo disponibile la versione digitalizzata, a digitarla io per intero sulla tastiera. -------------------------- I rettori delle università statali protestano contro i tagli del Governo all'Università? Bene, a far loro il contro canto ci ha pensato ieri don Luigi Verzè, capo dell'Ateneo San Raffaele, che ha inaugurato l'anno accademico alla sua universutà LO HA FATTO ponendo due paletti: le università in Italia devono essere solo private, e pazienza se non si hanno i soldi per pagafre la retta (che per inciso nella struttura di don Verzè costa 10mila euro all'anno, per cinque o sei anni di corso), e soprattuttto annunciando che l'Università San Raffaele si candida a sperimentare la riforma Gelmini già dal prossimo anno, quando cioè entrerà in vigore in tutti gli atenei d'Italia. <<Gli studenti - ha detto don Verzè - devono meritare di essere tali, devono guadagnarselo come in America, dobbiamo fare come Harward. E' una rivoluzione che cominceremo piano piano>>. E alla domanda dei giornalisti se <<il diritto allo studio sarà garantito per chi non può pagarsi studi privati?>> Verzè ha concluso: <<Solo per quelli più bravi>>. E, incalzato sulla questione degli studenti più bravi ma senza soldi, ha ribadito: <<Solo per quelli più bravi>>. Tradotto, appunto: pazienza se nelle università <<che dovranno diventare fodazioni private>> non entrerano i poveri. Per loro c'è sempre il regno dei Cieli. Per adesso, comunque, devono accontentarsi dell'università pubblica. Quella su cui arriverà - dicono gli studenti e il centrosinistra - la scure dei tagli della Gelmini. Ma anche in questo arriva l'opposizione di Verzè, che si dice pronto a far diventare il San Raffaele <<cavia per la riforma>>. <<Io voglio ovviamente la trasformazione dell'università. Sono con i giovani quando protestano perchè è ormai decadente, ma non quando occupano le alule. Non è uno scandalo, ma non capisco perchè noi italiani, intelligenti come siamo, non possiamo essere grandi come Harward. Come le università americane ed inglesi che sono delle realtà libere e non dello Stato>>. -------------------------- In una intervista sul Corriere che ho trovato sulla rassegna stampa di oggi Don Luigi, boss della sanità privata, intimo di Craxi, socio in affari di Berlusconi, che ha definito "un dono di Dio al nostro paese", sospeso nel 1964 dall'esercizio del sacerdozio e al quale lo stesso Papa Montini suggeriva di "occuparsi meno degli affari e più del sacerdozio", per non parlare delle sue frequentazioni con i servizi (fu lui a presentare Pio Pompa a Pollari), era stato molto più cauto, ma su questo giornale da metrò Don Verzè esplicita tutto il suo pensiero su quello che dovrebbe essere l'istruzione in Italia. Una cosa per ricchi, per i figli di quelle classi che se lo possono permettere, basta tradurre la sua frase "Solo per quelli più bravi" nel suo vero significato "Solo per quelli più ricchi" : che gli altri non osino uscire dal ghetto in cui sono nati. Che differenza tra queste parole, tra questa idea di scuola e le nobili parole di Piero Calamandrei che in questi giorni, su questo sito e su tutta la rete, sono cercate di continuo da migliaia di persone, come se si trattasse della ricerca dell'aria per potere respirare. |
E che volete aggiungere anche qlcs?
Secondo qst prete potrà studiare solo chi ha i soldi....ritorniamo ai tempi delle caste...in cui ognuno appartiene ad una casta e nn puoi salire di "livello" in nessun modo come era nel medioevo!
Il bello è che c'è pure chi gli darà ragione a qst che mi sa tanto che la costutuzione italiana non sa neanche cos'è....che torni nel vaticano e non rompa i coglioni...il diritto allo studio è una cosa di tutti...RICCHI E POVERI!!!
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Vogliamo parlare del LODO ALFANO noto anche come SCHIFOALFANO???
Salita scalata da pirata84 alle 09:19 di mercoledì, 23 luglio 2008
Si che vogliamo...noi vogliamo parlare sempre di quello che succede nel nostro paese....
Come ha scritto Travaglio "Per fortuna, dopo le volgarità e le trivialità di Piazza Navona, è tornata l'eleganza".....si l'eleganza di Bossi che alza il dito medio durante l'inno nazionale o che accusa i proff terroni di aver bocciato suo figlio....caro umberto...se tuo figlio è ignorante è giusto che sia stato bocciato...ma tanto ora facciamo eleggere i magistrati dal popolo padano e risolviamo tutti i problemi....
Riporto un articolo trovato sul sito de l'Unità a qst link http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77377
"Il Lodo Alfano è legge: con 171 voti a favore, 128 no e 6 astenuti l'aula del Senato ha dato il via libera al provvedimento che garantisce l'immunità alle quattro alte cariche dello Stato, presidente della Repubblica, dei presidenti delle due Camere e presidente del Consiglio, fino alla fine dell'incarico. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano l'aveva presentato come un ddl «né molto urgente né poco urgente, é semplicemente giusto». Ma l'urgenza c'è stata.
Il Lodo è arrivato infatti al Senato, e più in generale all’attenzione del Paese, con una rapidità che in campagna elettorale si diceva sarebbe stata dedicata ad altri temi. Venticinque giorni: tanti ne sono bastati al Parlamento per far diventare legge il provvedimento. L'approvazione è arrivata in un tempo decisamente breve rispetto alla media parlamentare. Varato dal Consiglio dei ministri il 27 giugno. La presentazione del disegno di legge è stata autorizzata dal capo dello Stato il 2 luglio. L'esame in commissione è iniziato alla Camera l'8 luglio per concludersi nella stessa giornata. Il giorno seguente, 9 luglio, il testo è stato posto all'ordine del giorno dei lavori dell'aula, che lo ha approvato 24 ore dopo. Le opposizioni hanno contestato la presidenza per aver anticipato l'esame del testo, malgrado in conferenza dei Capigruppo non si fosse raggiunta l'unanimità; ma Gianfranco Fini ha assicurato di aver rispettato tanto il regolamento quanto la prassi. Immediato il passaggio in Senato: a Palazzo Madama, il testo del lodo Alfano è stato esaminato in due giorni dalla commissione, dal 15 al 17 luglio.
Martedì 21 luglio in Aula, in meno di mezz’ora, la maggioranza ha respinto tutti e 58 gli emendamenti presentati dall’opposizione. E ha chiesto il dialogo, per lavorare a «un confronto in autunno sulla riforma della giustizia». Ma la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro dice chiaramente che sembra che «l'intenzione della maggioranza sia di costruire un sovrano senza limiti e francamente non mi convince». Per questo, ribadisce, «è ben difficile che si possa trovare un filo comune di ragionamento».
La capogruppo del Pd nel dichiarare il «convinto no» del suo gruppo sottolinea il superamento di un limite da parte di chi beneficia dell' immunità che riguarda il fatto, in base alla Costituzione, che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge. «Si tratta una novità. Fino a questo momento il nostro ordinamento ha regolato ipotesi di immunità e prerogative solo per fatti commessi nell'esercizio della funzione» osserva Anna Finocchiaro che sottolinea come «ciò che è tutelata è la funzione e gli atti ad essi correlati, i cosiddetti atti funzionali, e che per il resto ogni potere, tutti i poteri, a cominciare da quelli del Presidente della Repubblica, incontrano un limite». «Il limite - precisa la capogruppo del Pd - è quello che per i fatti estranei all'esercizio di quelle funzioni vige il principio di uguaglianza: tutti uguali di fronte alla legge. Oggi voi introducete una rottura del limitei».
Finocchiaro si chiede il «perché dell' ipocrisia di estendere il supermento del limite alle altre cariche delloStato». «Il Presidente del Consiglio, voi dite è sostanzialmente eletto dal popolo sovrano. Dissento, e vigorosamente, ma registro. Ma i Presidenti delle Camere? Sono eletti da maggioranze parlamentari. E così il Presidente della Repubblica. Qui il popolo non c'entra. Il popolo, lo dice la Costituzione, deve esercitare la sovranità nelle 'forme e nei limiti della Costituzione'. Invece al Presidente Berlusconi non si pone limite. E da ora in poi a nessun Presidente del Consiglio. Per qualunque reato. Anche il più brutale. Anche il più infamante».
Prima del dibattito in aula si è scagliato contro «una furia legislativa cieca, quasi iconoclasta, per approvare qualsiasi norma che possa non arrecare noia al premier, anzi al princeps» anche il senatore Pd, Felice Casson. Casson ci tiene a chiamare il Lodo con il suo nome: non Alfano, dunque, ma Berlusconi, perché «è stato lo stesso premier a dire nella lettera inviata al presidente del Senato che aveva bisogno di questo scudo protettivo ritenendolo indispensabile contro quelli che lui ha definito attacchi della magistratura».
Voto contrario anche dall'Idv: «Un ennesimo salvacondotto per la casta il provvedimento Alfano è un insulto ai cittadini e all'ordinamento democratico. Rientra nel piano della P2», ha dichiarato Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, prima del voto. E a proposito della riforma della giustizia il senatore aggiunge: «Poi si metterà sotto i tacchi la giustizia, si cercherà di imbavagliare l'informazione e si reintrodurrà l'immunità parlamentare. Mentre le nostre famiglie hanno redditi che non permettono di arrivare a fine mese e le pensioni continuano a perdere potere d'acquisto, la maggioranza pensa alla giustizia: non a quella per la tutela dei cittadini - conclude Belisario - ma al solito salvacondotto per la casta». Mentre l'Udc ha scelto l'astensione.
Dalla maggioranza invece la difesa del Lodo: «E' uno strumento che blocca l'uso politico della giustizia» ha detto in dichiarazione di voto il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, il quale ha ricordato che «Silvio Berlusconi ha dovuto aspettare undici anni per essere assolto dopo l'avviso di garanzia recapitatogli a Napoli e dodici anni per essere assolto dalle infondate accuse sul caso Sme». Gasparri ha citato poi interventi di costituzionalisti che non ravvisano nessuna violazione costituzionale. «Non vogliamo una impunità parlamentare nè immunità generalizzate ma evitare l'uso politico della giustizia. Il Lodo ha tenuto conto di tutti i rilievi della Corte Costituzionale e non sottrae nessuno al dominio della legge». Ma evidentemente il premier e le altre più alte cariche dello Stato non sono 'nessuno'."
E ora porca puttana scrivo qualcosa io...ma che cazzo...articolo 3 della costituzione italiana(nn il regolamento della pesca di beneficienza della sagra delle merendine findus al polo nord):"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. "
C'è da aggiungere qualcos'altro??????Si mi sembra di si....porca puttana...ora in Italia ci sn 4 persone che se vogliono posso delinquere senza nessun problema...tanto con lo schifo alfano sono immuni...
e la cosa ch mi fa più ribrezzo è che il presidente della repubblica non si sia neanche opposto ad una norma che è PALESEMENTE INCOSTITUZIONALE!!!
Invece di pensare ai problemi dei cittadini il signor berlusca...lo psiconano o testa d' asfalto...come lo volete chiamare,pensa a farsi le leggi per se...poverino viene attaccato dalla magistratura...dice di essere innocente e invece di andare in tribunale e difendersi come fanno tutti i cittadini normali lui si fa la legge...si ha abolito l'ici....ma meglio l'ici da pagare che qst schifo....poi i soldi dell'ici i comuni da qualche parte li dovranno recuperare....lo schifoalfano è stato approvato a tempo di record...una roba schifosa...veramente....poi per approvare una norma anticostituzionale che negli altri paesi nn esiste
Vediamo un po' di esempi:
-FRANCIA:dal '95 non c'è più l'autorizzazione a procedere per indagare sui parlamentari, un po' come da noi dal '93. A parte le loro opinioni: in quasi tutti i Paesi d'Europa il Parlamentare non può essere processato per le sue opinioni se sono collegate con la carica. Se uno va in giro a insultare la gente, quelle non sono opinioni; ma per le opinioni espresse in Parlamento o collegate all'attività parlamentare e per i voti che uno da in qualità di parlamentare non può essere incriminato e questo è giusto. A parte questo, in Francia il parlamentare è un cittadino come un altro. Non c'è più l'autorizzazione a procedere
-SPAGNA:Non c'è nessun sistema di immunità, salvo il fatto che il parlamentare può essere perseguibile in qualunque momento e allo stesso modo un ministro per i suoi reati ma, al momento di rinviarli a giudizio, il magistrato deve chiedere il permesso al Parlamento. Parlo dei deputati, non dei ministri, che non sempre sono deputati. Il Parlamento come risponde quando chiedono l'okay per il rinvio a giudizio? Risponde regolarmente di sì: in trent'anni di democrazia spagnola non c'è mai stato un solo caso in cui le Cortes abbiano negato il rinvio a giudizio di un proprio membro.
-PORTOGALLO:parlamentare è sempre processabile per i suoi reati se questi sono tali da superare una pena di tre anni. Per quelli minori ci vuole il consenso del Parlamento che non lo nega quasi mai. Di fatto, anche lì, tutti i parlamentari sono perseguibili. Idem per quanto riguarda i ministri che possono addirittura essere arrestati se colti in flagrante o se sospettati di reati con pena superiore ai tre anni. Solo il Presidente della Repubblica ha un'immunità temporanea e viene processato alla fine del mandato, come in Francia
-INGHILTERRA: tutti i parlamentari e i ministri vengono trattati esattamente come gli altri cittadini, in cause civili e in cause penali. Lo stesso non vale soltanto per la Regina, l'unica immune
-GERMANIA:nessuna protezione per il premier e i suoi ministri. C'è, anche lì come in Spagna e come in Spagna viene sempre concessa, l'autorizzazione a procedere del Parlamento per processare gli eletti. C'è però anche una prassi che stabilisce che all'inizio della legislatura autorizza ex-post, preventivamente, tutte le richieste che verranno dalla magistratura. Quindi prima ancora di iniziare l'attività parlamentare già si fa sapere alla magistratura che tutte le richieste che verranno fatte per indagare i propri membri, il Parlamento le accetta una volta per tutte in via preventiva.
-BELGIO E OLANDA:non c'è nessuna autorizzazione a procedere
-ALBANIA:Nella Costituzione albanese, me l'ha mandata un amico, all'articolo 72 si legge: "Il mandato del deputato termina o è invalido..." e c'è una serie di casi in cui il parlamentare decade dal suo mandato. A, B, C, D, E... assenze, indennità varie, conflitti di interesse - ci sono persino i conflitti di interesse, puniti in Albania! - e alla lettera F si dice che il deputato decade dal mandato "quando è condannato da una sentenza di una Corte di ultima istanza per aver commesso un reato". Ohibò! Il deputato che viene condannato definitivamente, vuol dire intanto che non c'è nessuna immunità, se no come lo condannano. Secondo, la condanna del deputato lo fa decadere all'istante dal suo mandato. In Albania. Speriamo che gli albanesi vengano presto a civilizzarci e a spiegarci l'articolo 3 della nostra Costituzione che stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Non penso ci sia altro da aggiungere...mi sembra di essere stato abbastanza chiaro ed esaustivo...il 27 o 28 luglio vi proporrò un bel post in ricordo dei 10 anni dalla vittoria del Pirata a Le dues Alpes al tour del 1998!!!
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Oggi parliamo di cose serie....GLADIO...cos'è?
Salita scalata da pirata84 alle 10:32 di mercoledì, 25 giugno 2008
Post preso dal blog di Paolo Franceschetti
Di Solange Manfredi
E’ Gladio il segreto della Repubblica, lo troviamo dietro tutte le c.d. "stragi di Stato" e i principali misteri della Repubblica.
Questo articolo sarà necessariamente lungo, ma ciò si rende necessario per la particolare importanza del problema, probabilmente, la risposta ai mille perché delle stragi di stato italiane.
Nella storia della nostra Repubblica quando troviamo stragi, omicidi eccellenti e traffici di armi troviamo sempre anche Gladio…e mai dalla parte giusta. Vedremo il perché. Ma soprattutto oggi esiste ancora? E se si cosa fa e come si chiama? Forse Falange armata?
1. Nascita di Gladio. 2. L’omicidio Mattei 3. Il piano Solo. 4. L’omicidio Calabresi. 5. Strage della questura di Milano. 6. Argo 16. 7. Il sequestro Sossi. 8. Omicidio Occorsio. 9. L’omicidio Amato. 10. Il caso Moro. 11. L’Omicidio Toni e De Palo. 12. L’omicidio Rostagno. 13. L’omicidio Li Causi. 14. Cambia il nome? 15. La Falange Armata. 16. Conclusioni.
1. Nascita Gladio.
Era il 1952 quando, grazie ad un patto segreto stipulato tra la CIA e il capo del Servizio informazioni forze armate (Sifar), nasceva l’organizzazione “Stay Behind” (“Gladio”).
La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia. Inoltre erano state costituite cinque unità di guerriglia di pronto impiego in regione di particolare interesse.
Una prima domanda sorge spontanea: dove e come venivano reclutati i gladiatori?
“Dirà il magistrato Libero Mancuso: «Il capo della “Gladio” statunitense Mike Sednaoui, vice capo della Cia a Roma, reclutava nella P2: se non si era della P2, difficilmente si dava quella garanzia di affidabilità richiesta.[1]».
Infatti dell’esistenza di questa struttura, proprio perché nata da un accordo segreto (ovvero in una situazione di assoluta illegittimità costituzionale) e non, come invece avrebbe dovuto essere, da un accordo internazionale del Governo e del Parlamento, ne erano a conoscenza solo poche persone. Ovvero: alcuni politici, alcuni ufficiali dei servizi segreti e la massoneria deviata (in logge massoniche collegate con la P2, troviamo anche uomini del calibro di Stefano Boutade, Michele Greco e Pino Mandatari, commercialista di Riina) Solo loro erano a conoscenza della struttura e solo loro, probabilmente, potevano attivarla. Questo per più di 30 anni.
Solo nel 1990, infatti, grazie ad un indagine del giudice Casson (che stava indagando sui depistaggi operati dai carabinieri e dai servizi segreti nell’inchiesta sulla strage di Peteano) si scoprirà dell’esistenza di Gladio.
Scoppia il caso. Andreotti, chiamato a riferire in Parlamento, ammetterà l’esistenza di Gladio affermando che la struttura, formata da 622 unità, aveva lo scopo di difendere l’Italia da una possibile invasione sovietica. Non essendoci mai stata un’occupazione sovietica, la struttura non fu mai attivata e, soprattutto, non avrebbe mai interferito con la vita democratica del Paese.
Il materiale documentale raccolto nel corso delle indagini dal G.I. di Venezia Casson e dai sostituti procuratori militari di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, però attesterebbe, in realtà, come fin dalla sua nascita Gladio si sia vista attribuire compiti di interesse nella vita politica interna del paese.
Dal materiale raccolto si evince:
1. come i gladiatori venissero addestrati a tutta una serie di attività terroristiche:
- con finalità intimidatorie (lancio di bombe contro sedi di partito);
- di provocazione, ovvero pestaggi e azioni che facessero degenerare delle manifestazioni pacifiche in scontri con la polizia (ricordate il G8?);
- atti di terrorismo da addossare ad altri.
2. Come la strutturata fosse organizzata su più livelli al fine di poter rendere opportunamente divulgabile alcuni settori in caso di necessità (ovvero di scoperta). Mentre, in posizione occulta e da tenere nascosta ad ogni costo, una struttura più profonda, formata da soggetti i cui nomi dovevano rimanere ignoti (e che tutt’ora in effetti lo sono). La struttura più profonda avrebbe avuto funzioni di turbativa della vita politica nazionale.
Purtroppo le indagini non sono state portate a compimento sia perché come si evince dalla sentenza e dalla perizie del processo Gladio:
“Alla direzione del Sismi si è tentato di cancellare le tracce della plurima attività di “Gladio” provvedendo a distruggere o manipolare i documenti d’archivio. Il magistrato veneziano Felice Casson ha scritto: “Gli archivi dei servizi segreti sono stati debitamente epurati, se non addirittura saccheggiati” [2]. Giuseppe De Lutiis, nella perizia effettuata sui documenti del Sismi sottoposti a sequestro, ha scritto: “..È inoltre da rilevare che nei registri di protocollo si riscontrano una abnorme mole di documenti distrutti col fuoco nei giorni intercorrenti tra il 29 luglio e l’8 agosto 1990, e cioè in concomitanza con l’accesso del giudice Casson al Servizio per la consultazione di documenti (27 luglio 1990) e con le dichiarazioni del presidente del Consiglio Andreotti dinanzi al Parlamento (il 2 agosto alla Camera, e il 3 alla Commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi)” [3].
E sia perché, ai magistrati militari Sergio Dini e Benedetto Roberti: “l’inchiesta è stata loro sottratta quando hanno scoperto che l’organizzazione “Gladio” era articolata in più livelli: la parte dei 622 era “il coperchio legittimo, formato essenzialmente da gente in buona fede che ritenevano di operare solo in funzione antinvasione”, ma vi erano livelli più segreti fino al “nocciolo chiave”, “alle azioni “sporche” dei servizi”, un nocciolo attivato “al di là dei compiti istituzionali” [4].
Secondo quanto accertato nelle indagini della Procura militare di Padova, inoltre, intorno a metà degli anni ’80 la struttura Gladio sarebbe stata in un certo modo “riarticolata”, così da poter semiufficializzare parte della struttura (Gladio???), e, contemporaneamente, coprire ulteriormente il livello più occulto (Falange Armata????).
Insomma, come dice il giudice Imposimato:
“Gladio è il segreto della Repubblica. E’ materiale da maneggiare con cura…… una struttura occulta assolutamente incostituzionale avente mani libere per qualunque tipo di azione preventiva”[5].
La domanda da porsi, dunque, è: a quali azioni, preventive e non, ha preso parte Gladio? Ufficialmente a nessuna, non è mai stata attivata. Il problema però è che Gladio compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Vediamo quali:
2. Omicidio Enrico Mattei
E’ l’8 gennaio 1962. Enrico Mattei, presidente dell’Eni è atteso in Marocco per l’inaugurazione di una raffineria.
Il pilota del suo aereo personale prima della partenza si accorge di una lievissima sfumatura sonora proveniente da uno dei reattori. Cerca la causa dell’anomalia e si accorge di un giravite fissato con del nastro adesivo ad una delle pareti interne del motore: L'episodio, classificato come banale dimenticanza dei tecnici, poteva con ottima probabilità provocare la seguente dinamica: il calore del reattore avrebbe sciolto il nastro, il cacciavite sarebbe finito nel reattore stesso, che sarebbe esploso senza lasciar traccia dell'oggetto, potendo il tutto poi apparire come un normale incidente[6].
Questa, più che una dimenticanza dei tecnici, sembra proprio un lavoro da esperti in sabotaggio, proprio una delle tecniche cui erano esperti i gladiatori.
Quello che è certo è che Gladio era vicinissima al Presidente Mattei. Infatti proprio il capo scorta personale di Mattei, Giulio Paver, apparteneva al nucleo laziale di “Gladio”.
Dello stesso nucleo laziale di Gladio facevano parte anche Armando Degni (che verrà poi inquisito per il tentato golpe borghese), Lucio Grillo e Camillo Grillo. Proprio il sedicente ufficiale dei Carabinieri che di nome, guarda caso, fa proprio Grillo, si presenta, il 27 ottobre 1962, con altre due persone all’aeroporto di Catania per ispezionare l’aereo di Mattei, poco prima del decollo[7]. Sarà l’Ultimo. Poche ore dopo il bireattore esplode in volo. Con Mattei perdono la vita Irnerio Bertuzzi, e il giornalista di “Time Life” William McHale.
Pochi mesi dopo il capo scorta Giulio Paver, appartenente a Gladio, lascia il suo incarico all’Eni. Probabilmente perché il suo compito è terminato.
3. Piano Solo
E’ il 1964. Il Generale massone De Lorenzo, capo del Sifar e, praticamente, fondatore di Gladio, ha predisposto un piano per attuare un vero e proprio colpo di Stato militare nel caso in cui il Governo di centro sinistra (presieduto da Aldo Moro) non ridimensioni le sue istanze riformiste (vedi articolo su questo blog del 06 gennaio 2008).
Il Piano Solo prevede l’occupazione di obiettivi strategici nelle principali città italiane nonché l’arresto di 731 dirigenti comunisti e socialisti, sindacalisti, intellettuali di sinistra e esponenti della sinistra Dc da deportare poi in Sardegna nella base di Capo Marrangiu, ovvero nella base di Gladio.
Sulla vicenda il governo pone il segreto di Stato
4. L’omicidio del Commissario Luigi Calabresi.
Il commissario Luigi Calabresi viene ucciso il 17 maggio del 1972.
Da anni il commissario Calabresi è vittima di una vergognosa campagna stampa diffamatoria che lo vuole responsabile della morte dell’anarchico Pinelli, volato giù dalla finestra della questura di Milano il 15 dicembre 1969.
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Vogliamo parlare del nuovo presidente del SENATO???Si che vogliamo...
Salita scalata da pirata84 alle 13:20 di sabato, 03 maggio 2008
E' un post molto lungo...vi avverto...ma nn sarà l'unico...è uno di una lunga serie!!!
Tutti si aspettavano un post sulla sconfitta della Viola in coppa Uefa o sulla rinuncia di Petacchi a correre il Giro d'Italia per una brutta tracheobronchite e invece io vi stupisco...
Chi entra in qst blog può avere l'impressione che sia uno dei tanti che va avanti a pane,calcio e ciclismo...uno dei tanti giovani degenerati senza valori,che nn credono in niente e che nn hanno fiducia in niente se nn nelle droghe e nello sballo del sabato sera...IO NN SONO COSì...e lo voglio urlare...mi diverto il sabato sera,mi piace andare allo stadio e andare in bici...non vado in chiesa ma ho dei principi,dei valori...io credo in qualcosa...e come me ci credono in tanti che però in qst paese detto "Repubblica delle Banane" non hanno abbastanza voce per farsi ascoltare...
Non abbiamo voce perchè siamo sotto il giogo di un informazione prestata ai poteri forti,perchè l'attuale presidente del consiglio è propietario di 6(sei) televisioni e di svariati giornalini e giornaletti...
Due dei miei principi sono LA GIUSTIZIA...e la LEGALITA' che in troppe occasioni viene calpestata in qst paese...io ci credo e fra le persone che più stimo ci sono due magistrati che sono stati uccisi solo perchè facevano il loro lavoro....qst persone sono:Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (tra pochi giorni ricorre l'anniversario della strage di Capaci...ho pronto un bel post per quel giorno)..lo hanno provato a cambiare questo mondo ma sono stati fermati anche da chi ora li adora...e anche da chi definisce quelli da loro processati degli eroi...vedi TESTAD'ASFALTO con Mangano...
Io nn sono un giornalista ma di sicuro nn sono schiavo del sistema...qst è un blog libero dove ognuno è libero di esprimere le propie idee tramite dei commenti senza moderazione...ne è un esempio la discusssione con il blogger dell'udc di qualche mese fa...
Nessun giornale l'ha scritto,in tv nn ha detto niente nessuno del presidente del Senato Renato Schifani detto Her'ryporter.Nessuno ha detto dei suoi rapporti con i mafiosi...visitando il sito del fratello di Borsellino www.19luglio1992.com ho trovato qst 2 interessanti articoli Riporto-al-senato....
1) Articolo di Travaglio
2) Articolo di Benny Calasanzio
Il secondo ci fa gentilmente notare che per sapere le cose del nostro paese dobbiamo comprare un giornale SPAGNOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ROBA DA GRULLI!!!GIORNALISTI SCHIAVI!!!
Ecco da oggi su qst blog nn mancheranno post come qst volti a diffondere la verità e la giustizia...qst è un blog libero e come tale ci scrivo quello che mi pare...se qualcuno,poverino,si offende può lasciare tranquillamente un commento...sicuramente nn verrà censurato...anzi riceverà pure una risposta...purche abbia il coraggio di firmarsi...
Eccovi alcune parti dell'articolo di Travaglio:
Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato Renato Schifani, vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone («fanno uso politico del loro cognome», sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati «disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana»: è proprio lui.
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Amo andare in bici,andare allo stadio a tifare per la Fiorentina,amo la mia città...FIRENZE,amo stare con i miei amici,amo il SALENTO e i Salentini ma di più le SALENTINE,amo le strade in salita e quelle in discesa,guardare la tv sul divano,amo il baccalà e la "minestra di pane" che cucinava mia nonna,la pubblicità dell'acqua Uliveto in cui ci sono i bambini che tifano Napoli,ELISABETTA CANALIS,le merendine del Mulino Bianco,i Tarallucci del Mulino bianco
Odio![]()
CANDIDO CANNAVò,LA GAZZETTA DELLO SPORT,Odio chi si dopa,i maleducati,gli arroganti,la violenza allo stadio,chi parla senza pensare,odio i disonesti,chi non paga le tasse,MOGGI,odio chi ruba,chi parla a sproposito,chi offende PANTANI,odio la maleducazione,odio chi preferisce scappare dai problemi,chi dice una cosa e poi fa l'esatto opposto,odio l'ipocrisia,chi va contro una persona solo per partito preso,quelli in bici che ti si attaccano a ruota e alla prima salita ti scattano in faccia senza neanche ringraziare,odio avere il vento contrario in pianura
Desideri
Per la verità sul PIRATA
27 luglio 2004, interviste del Prof. Fortuni dopo la perizia sul midollo spinale di Marco Pantani rilasciate alla Gazzetta dello sport e al resto del carlino( unici giornali a pubblicare la notizia che il midollo di Marco era sanissimo):
Dott. Fortuni alla Gazzetta dello Sport
"Non ci sono segni significativi di sostanze dopanti assunte in precedenza. In altre parole possiamo escludere che Pantani abbia assunto Epo in quantità importanti e per un tempo lungo" ha spiegato il medico legale.
"Dal giudice mi era stata posta una domanda precisa. Bisognava analizzare se l’uso continuativo e in dosi massicce di eritropoietina poteva essere stata una causa di morte.
Ci attendevamo di trovare un midollo osseo scassato, ricchissimo di cellule.
Invece non è stato così. Anzi il contrario, il suo midollo osseo era assolutamente normale vuol dire che tutto questo uso di epo, come si è sostenuto, Pantani non l’ha fatto, altrimenti i danni sarebbero stati evidenti."
Potrebbe essere che il midollo osseo si fosse normalizzato? Potrebbe essere che Pantani abbia fatto, in passato, un grande uso di epo e negli ultimi tempi abbia smesso?
"No, risponde il medico legale, possiamo paragonare l’epo al fumo, se uno ha fumato molto in passato e poi ha smesso, nel suo corpo restano le tracce. Se uno ha fumato poche sigarette e saltuariamente possono anche non restare tracce"
Fortuni ci tiene a sottolineare una cosa: QUESTA PERIZIA E’ PER LA VERITA’ DI UN GRANDE ATLETA.
Lo stesso giorno al Resto del carlino: "Francamente sapendo delle sue vicissitudini giudiziarie, delle squalifiche e delle polemiche che lo hanno travolto, non mi aspettavo di trovare quello che invece ho trovato. E cioè il midollo osseo di un atleta che non aveva fatto un uso massiccio né protratto di sostanze dopanti. Perché se così fosse stato, il midollo osseo ne avrebbe portato tracce inequivocabili, alterazioni evidenti. Ma non è così. Pantani era quello che era non perché pompato dalla scienza medica, ma perché era un campione, su questo non ci piove. Era il migliore, e se questo può restituirgli l’onore che lui stesso credeva di aver perduto, sono contento".
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Un giorno l'amore incontra l'amicizia e le chiede:"Ma che ci fai tu al mondo?Già ci sono io così bello e importante!" e lei gli risponde:"IO PORTO UN SORRISO DOVE TU HAI LASCIATO UNA LACRIMA!"
E ti amo ti amo sul serio,e ti amo ti amo lo giuro anche se resterà un desiderio che la pioggia cancella da un muro!
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